martedì 5 giugno 2007

nove ore e mezzo

prime nove ore e mezzo di stage. anche se non si è trattato di un vero primo giorno, ma piuttosto di un secondo primo giorno. dopo quasi un anno, sono tornata. ottavo piano.


sorrido. la sensazione è di felicità. mi pare di ritrovare una casa, anche se so che la cosa è molto più complicata. e anche se so che è una questione di gentilezza ed educazione, è bello essere accolti con abbracci ed entusiasmo e bentornata. mi fa bene. così come mi fa bene sentirmi utile, tenermi occupata per un intero giorno. imparare e sapere che in un anno sono cambiata. oggi mi scoprivo a guardare le dita correre sulla tastiera e un po' mi stupivo.

certo non so come uscirò da tre mesi di bologna-garbatella-colombo-garbatella-bologna. con tramonto sul gazometro. oggi ho cercato nel fondo dello sterno il mio respiro, l'ho cercato nell'adrenalina del secondo primo giorno, e ce l'ho fatta a trovarlo. domani farò lo stesso. mp3 ficcato nelle orecchie, musica nuova che arriva dal regalo natalizio di fabio.

domenica 3 giugno 2007

la portinaia

la portinaia è il potere forte del condominio. noi l'abbiamo sfidata l'altro giorno scaricando sotto al suo naso casse di birra ("che c'è una festa in programma?") e lei si è vendicata.

apparendo all'una di notte, la casa piena, in vestaglia. dicendo che non ben definiti vicini si erano lamentati (noi non abbiamo vicini) e che lo stesso aveva fatto "la gente che passa in strada". poi se no chiamano i carabinieri, io vi ho voluto avvisare ecc ecc.

morale, il festino di casa fritto è stato spostato nel dehors. in piazza davanti alle poste, insomma. maledetta portinaia, pioveva pure.

questo ha tuttavia preservato la casa dalla distruzione. c'è odore di sangria ma i muri sono ancora in piedi. l'unico mistero è la scomparsa della calamita degli amici di django dal frigo.

le altre dormono, immerse nei postumi. che io oggi - per qualche strano motivo - non accuso per nulla. meglio.

sabato 2 giugno 2007

storia di te

leggetelo. la recensione di concita de gregorio sull'almanacco era abbastanza chiara: non so spiegarvi fino in fondo perché, ma leggetelo.

e io il giorno dopo ce l'avevo tra le mani. storia di te di julie myerson. copertina bruttina, davvero poco attraente.


ho iniziato a leggere ed è stato un dolore. nelle prime pagine trovavo pezzi di me. non era il momento. ho dato tempo al tempo, ho rimandato. in mezzo ci sono stati due libri.

poi rieccoci uno di fronte all'altra.

è un romanzo strano. brutto, forse. scritto non molto bene. saltano i verbi e le coordinazioni. smielato, scontato in alcune parti. confuso in altre. visionario ma con una qualità che ricorda un po' troppo un telefilm.

eppure.

eppure l'ho bevuto, veloce. mi ha toccata anche là dove non avrei pensato. perché dentro ci sono tante, troppe coincidenze. rimandi a me. parole che avrei potuto pronunciare o scrivere io, perché mi descrivono o descrivono parti di me. assenze che pesano come presenze, rimpianti, rapporti. o anche gesti piccoli, minimi.

si può piangere mentre si legge di un orgasmo?
si può.

mi è venuto in mente che un altro libro aveva avuto un effetto simile. non ti muovere della mazzantini. lo odiavo, non mi piaceva, eppure mi possedeva. non mi lasciava libera.
spotorno, un paio di estati fa. ho un'immagine di me sul lettino, in spiaggia, il sole che scende, e a qualche metro da me ci sono due gabbiani, grossi, quasi minacciosi. e io non riesco a non leggere, e li guardo con la coda dell'occhio. e poi un altro ricordo, una notte al porto di finale, uno scoglio su cui sedersi, il mare.

ho finito storia di te poco fa. ho fatto la doccia. mi fa male lo sterno. il cuore batte con un ritmo irregolare. mi sento svuotata.

ed è una sensazione strana, dolce e dolorosa. e tra un'ora casa fritto verrà invasa dalla festa di primavera - altrimenti detta scendo-già-scopata-party.

e io non so dov'è la mia testa.

lo gnomo, la rabbia

ore lente, opprimenti.
minuti che sembrano non scorrere.
secondi che girano su se stessi.
questi giorni di nullafacenza rendono tutto molto difficile. molto più difficile.

ieri avevo nelle orecchie gli africa unite.

perciò cerco tensione, non ho più nulla da perdere
ma so che sotto pressione, do il meglio e meglio sto

e poi mi sono resa conto di provare una gran rabbia. di essere parecchio arrabbiata, e non credevo. davvero non credevo.


alla fine ieri sono uscita con la lina, tardi, senza una vera meta, ma altrimenti sarei impazzita. fino alle tre in un pub trash in stile medievale a parlare di tutto davanti a una birra buona ma cara, la chouffe, che ha come logo uno gnomo.

"voglio la birra con lo gnomo", ho detto al tizio al bancone.


ora formatterò questo computer che dà i numeri. aspettando che si accendesse (in fondo ci ha messo solo un'ora), ho fatto colazione con un bicchiere di caffè e latte freddi. mi fa venire in mente salerno. è lì che ho scoperto che mi piace iniziare i giorni estivi (o quasi) così. poi ho chiesto una mano alla fedele novalgina.